Docente di Letteratura Italiana
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Pubblicazioni

Saggi in Volumi collettivi

Dalla "splendida bile" alla "socratica ironia": Parini e Manzoni, in Le buone dottrine e le buone lettere. Brescia per il bicentenario della morte di Giuseppe Parini. 17-19 novembre 1999, a cura di Bortolo MARTINELLI - Carlo ANNONI - Giuseppe LANGELLA, Vita e Pensiero, Milano 2001, pp. 229-55.

Nella sua Vita di Parini, Francesco Reina indica nella "splendida bile" e nella "socratica ironia" i punti di partenza e d’arrivo dell’ itinerario poetico del poeta milanese. Anche Alessandro Manzoni parte da una produzione poetica in cui la bile - sulle orme di Alfieri e di un Parini "alfierizzato" - è la reazione prevalente di fronte al divario tra essere e dover essere, come testimoniano soprattutto i Sermoni. La lezione ironica del Giorno riemergerà molto più avanti, soprattutto nei Promessi sposi: di fronte ad una realtà effettuale caratterizzata da "atti tenebrosi, malvagità, e sevitie", Manzoni pare avvertire il pericolo di ricadere nella bile - sterile, per quanto fervida - e individua il contravveleno nell'ironia, strumento di una meditazione che consente al lettore un più alto sentire: parola bivoca che dice una cosa facendo intendere il contrario, che nello stesso tempo in cui descrive l'essere, la realtà effettuale, richiama il dover essere. Il saggio ricostruisce i percorsi sotterranei attraverso cui l’ironia zampillerà infine nei Promessi sposi e ne individua alcune delle modalità di esistenza, prima fra tutte quella della citazione/contestazione di passi dello stesso Parini.

Versione completa del saggio