Docente di Letteratura Italiana
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Pubblicazioni

Saggi in Volumi collettivi

PIERANTONIO FRARE, Antitesi, metafora e argutezza tra Marino e Tesauro, in The Sense of Marino, ed. by Francesco GUARDIANI, Legas, New York-Ottawa-Toronto 1994, pp. 299-322.

Nel Cannocchiale Aristotelico Emanuele Tesauro distingue tra metafora semplice (consistente in una sola parola e dipendente dall'operazione del concetto o apprensione), proposizione metaforica (coincidente con la metafora continuata o allegoria e tributaria del "giudizio") e infine "argomento metaforico", per ottenere il quale entra in gioco l'operazione del "sillogismo". Questo terzo e supremo gradino metaforico coincide con l'"argutezza" - che Ŕ l'oggetto del trattato tesauriano e la figura principe della poesia detta concettista - , definita infine Cavillatione ingegnosa, in Materia Civile: scherzevolmente persuasiva: senza intera forma di sillogismo: fondata sopra una Metafora.
Le "metafore" su cui si fonda l'argutezza sono ripartire dal Tesauro in otto categorie: metafora di somiglianza (o di proporzione), di attribuzione, di equivoco, di ipotiposi, di iperbole, di laconismo, di opposizione, di decezione. Esse assolvono, nell'ambito della retorica (della produzione di argutezze, quindi), la medesima funzione dei loci in ambito logico.
L'applicazione della griglia interpretativa qui sommariamente delineata ad un campione di 155 componimenti del Marino consente innanzitutto di segnalare la scarsitÓ di testi non contrassegnati dalla presenza di argutezze (28 su 155); in secondo luogo di sottolineare la forte incidenza dell'antitesi (o metafora di opposizione) ai fini della produzione di arguzie. La convergenza di questo secondo dato con i risultati di altre indagini sul Marino, invita a rileggerne l'opera verificando se in essa non si dia in atto una retorica intesa come strategia testuale e non come semplice elocutio.

Versione completa del saggio